PER VINCERE LA GUERRA AL CANCRO ABBIAMO DUE ARMI: L’IMMUNOTERAPIA E IL TUO SOSTEGNO

di John Hiscott (Direttore del Laboratorio Pasteur Italia)

“La svolta scientifica per la ricerca contro il cancro”: è così che nel 2013 la rivista Science definiva l’immunoterapia, ovvero l’insieme delle terapie che stimolano il sistema immunitario a riconoscere il tumore come un’entità estranea e a eliminarlo.

Ci sono voluti anni e anni di ricerche in campo biomedico per arrivare a questa scoperta, anni di lavoro sostenuti da persone attente come te, che con il loro supporto hanno permesso ai ricercatori di non fermarsi e di cercare qualcosa a sostegno dei cosidetti tre pilastri: chirurgia, radio e chemioterapia; una combinazione a cui ci si riferisce in maniera piuttosto drastica anche con i termini “taglia, brucia e avvelena”. Oggi, grazie al contributo dei donatori, possiamo parlare, finalmente, di un quarto pilastro per la cura del cancro: l’immunoterapia, appunto.

Il concetto su cui si basa (quello di mettere le briglia al sistema immunitario e aizzarlo contro il tumore) non è nuovo, ma in questi anni per alcuni tipi di tumore è passato dalla ricerca in laboratorio all’applicazione clinica. Chirurgia, radio e chemioterapia sono sì efficaci nel rimuovere o distruggere le cellule malate, ma possono essere tossiche anche per quelle sane, e provocare quindi diversi effetti collaterali nei pazienti. L’immunoterapia, invece, non rischia di “avvelenare” l’organismo perché sfrutta un’arma da sempre in dotazione all’uomo: il sistema immunitario.

Si è soliti pensare al nostro sistema immunitario più che altro come a una protezione contro i microrganismi patogeni, come virus e batteri, ma alcuni tipi di globuli bianchi (linfociti T e cellule Natural Killer) controllano anche l’insorgenza del cancro, nonché la sua possibilità di progredire e avere il sopravvento sull’organismo. Purtroppo, però, in molti tipi di patologie questo sistema da solo non riesce a combattere il tumore con forza sufficiente o non è in grado di riconoscere le cellule malate come “non proprie” (un fenomeno che in gergo scientifico è noto come tumor tolerance). Non solo, alcuni tumori hanno imparato a difendersi e inviano segnali per evadere le difese messe in atto dall’organismo. La nuova frontiera della ricerca anticancro è perciò quella di individuare strategie per “allenare” il sistema immunitario, rendendolo più preparato contro i tumori. Proprio per vincere questa nuova battaglia è̀ indispensabile il tuo sostegno.
 

I ricercatori studiano come potenziare le difese dei pazienti attraverso molecole sintetiche o anticorpi che diano all’organismo le istruzioni per aggredire le cellule tumorali. L’idea, che si ispira tra l’altro al concetto della vaccinazione contro le malattie infettive, è̀ perciò
quella di stimolare il sistema immunitario o, in alcuni casi, di bloccare i meccanismi inibitori messi in atto dal tumore affinchè si abbia una risposta amplificata e selettiva nei confronti del cancro.

 

Sebbene manchino ancora risultati definitivi e a lungo termine, l’immunoterapia ha dato inizio a una nuova era carica di promesse nel campo della ricerca contro i tumori: anticorpi monoclonali, virus oncolitici, vaccini contro il cancro e terapie cellulari sono solo alcuni degli immunoterapici sviluppati di recente, e numerose nuove strategie emergono ogni settimana. Secondo le stime del National Cancer Institute (USA) oggi sono state proposte, o sono già in corso, più̀ di 1500 sperimentazioni cliniche per analizzare approcci immunoterapeutici contro diversi tipi di tumori. Questo non significa che si debbano abbandonare le terapie antitumorali tradizionali, attualmente gli esperti sono sempre più orientati verso un approccio combinato (immunologico e tradizionale) per poter fronteggiare il tumore su più fronti.
 

Si tratta di un periodo molto promettente nella lunga lotta contro il cancro e la comunità scientifica italiana ha contribuito enormemente: ricercatori come Alberto Mantovani (Humanitas - Milano), Chiara Bonini (San Raffaele - Milano) e Michele Maio (Policlinico Santa Maria alle Scotte - Siena) sono riconosciuti a livello internazionale come esperti in questo campo. I ricercatori dell’Istituto Pasteur Italia sono anch’essi impegnati su questo fronte.
 

È l’inizio della fine del cancro? Probabilmente non ancora, ma per i pazienti che hanno beneficiato dell’immunoterapia o altri trattamenti sperimentali è la vittoria della vita. E questa vittoria è̀ stata possibile solo ed esclusivamente grazie al sostegno di “guerrieri” come te.

Alcune tipologie di tumore sono ancora difficilissime da combattere. Con il tuo aiuto possiamo continuare a sperare di trovare nuove cure.

GLI STUDI DEI RICERCATORI DELL’ISTITUTO PASTEUR ITALIA

 

CONTRO IL TUMORE ALLA PROSTATA

John Hiscott studia strategie innovative per sfruttare le proprietà di alcuni virus che riconoscono e distruggono in maniera specifica le cellule tumorali, lasciando i tessuti normali o perlopiù inalterati. Si tratta dei virus oncolitici, strumenti ideali per l’immunoterapia per diversi motivi:

1) non causano malattia nell’uomo;

2) possono infettare la maggior parte dei tipi cellulari;

3) possono essere facilmente manipolati in laboratorio;
4) possono essere prodotti in grandi quantità.

Il laboratorio di John Hiscott all’Istituto Pasteur di Roma è al lavoro per analizzare la capacità del
virus oncolitico VSV (Virus della Stomatite Vescicolare) di lavorare in combinazione con altri trattamenti (approvati o in fase di sperimentazione) per eliminare efficacemente le cellule del tumore alla prostata (Mol Therapy 2017; Trends Immunology 2017 e Biol Chem 2015).

 

CONTRO IL TUMORE OVARICO
Vincenzo Barnaba (Dipartimento di Medicina Interna, Sapienza)
ha messo a punto un sistema in grado di selezionare le molecole presenti nelle cellule del tumore ovarico e capaci di determinare una risposta immunitaria contro il cancro. Queste molecole potranno essere sfruttate per progettare vaccini in grado di combattere o prevenire questo tumore. Lo studio getta le basi per migliorare prognosi e trattamento di uno dei tumori più diffusi nelle donne [International Journal of Cancer 2014]. Più recentemente, nel laboratorio di Barnaba, sono stati fatti importanti passi avanti per individuare nuovi approcci immunoterapeutici contro il tumore al polmone non a piccole cellule squamoso avanzato [Oncoimmunology 2017] e il cancro al colon retto [Oncoimmunology 2016].

 

CONTRO IL MIELOMA MULTIPLO
Angela Santoni (Dipartimento di Medicina Molecolare, Sapienza)
ha individuato farmaci in grado di indurre la produzione di specifiche proteine sulla superficie delle cellule del mieloma multiplo. In questo modo le cellule del tumore vengono rivestite di “etichette”: segnali di pericolo che scatenano l’attività distruttiva delle Natural Killer. Lo studio può fornire nuovi strumenti per stimolare la risposta immunitaria contro uno dei più diffusi tumori del sangue [Journal of Immunology 2014, Oncoimmunology 2016, J Hematol Oncol. 2016].

 

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Area di ricerca: 
Immunologia cellulare e molecolare